mercoledì 4 dicembre 2013

Acchiappare un topolino (senza ucciderlo)

Abitando in campagna capita talvolta che, sopratutto con l'avvicinarsi dell'inverno, entri in garage qualche topolino campagnolo... facile con questo freddo.
Sono topolini innoqui e simpatici.
In dialetto veneto li chiamiamo "moreje".

Io detesto l'idea di ucciderli con veleni o trappole, perciò utilizzo un metodo che mi ha insegnato la nonna di mio marito: una mezza noce, una tazza rovesciata e un piatto.


Purtroppo la nonna di mio marito, una volta intrappolati, li "finiva" spezzandogli il collo :-(

Io preferisco dare loro una Seconda Chance: li libero in qualche campo lontano da casa.

Una volta un vecchietto mi ha vista scendere dalla macchina con il topolino nel contenitore di plastica e mi ha chiesto:
"Dove va? A dar da mangiare ai gatti?"
quando gli ho spiegato che no, stavo solo liberando la "moreja" che mi era entrata in casa perchè mi dispiaceva ucciderla, era esterrefatto! Ha esclamato:
"Ma dimmi te! Dovevo arrivare a settantacinque anni per vedere anche questa!"

Solo una raccomandazione, magari superflua, ma la faccio: dopo aver liberato il topolino disinfettate e sterilizzate, magari con candeggina o con una bollitura, tutto ciò che è venuto in contatto con il topolino: tazza, piatto, contenitore.

Questa volta niente foto, faccio prima con un video


Alla prossima.

Idra

martedì 16 luglio 2013

Tutorial: Come fare i salvaslip lavabili (con pezzi di stoffa di riciclo)

Premesso che ho scoperto che un assorbente o un salvaslip ci mettono 500 anni per biodegradarsi, il desiderio, già pressante in me, di farmi i salvaslip da sola si è impennato!

Perciò ho fatto un po' di ricerche in internet e ho scoperto che i materiali che occorrono sono tutti presenti in casa. Ho tirato fuori la macchina da cucire e mi sono messa all'opera.

Chiedo scusa per la pessima qualità delle foto, ma la voglia di mettermi a FARE e andare avanti con il lavoro era tanta... quindi ho usato in fretta il telefonino solo per documentare le varie fasi. Lo so... portate pazienza!


Ho preso un  salvaslip da usare come modello e ne ho ricalcato la forma in un comune foglio A4


L'ho ricalcato una seconda volta a fianco e, piegando orizzontalmente il foglio, ho disegnato a mano "le ali". In questo modo ottengo due cartamodelli: quello di sinistra, senza ali, che userò per ritagliare l'imbottitura e quello di destra, con le ali, per i due tessuti esterni sopra e sotto il salvaslip.

NB: per la forma delle ali potete andare su google immagini e digitare "salvaslip lavabili". Troverete millemila esempi di forme delle ali. L'importante è che ciascuna ala si sovrapponga all'altra di 3 cm minimo
("un centimetro e mezzo parte per parte", come direbbe la mia insegnante di modellismo).
E' lo spazio che vi serve a cucire il bottoncino.

 Ho ritagliato i due cartamodelli uno con le ali (e per comodità ho piegato in 4 il foglio, così sono sicura che il modello sarà simmetrico in tutti e due i versi) e uno senza ali, per lo strato interno del salvaslip, di 1/5 cm più piccolo.


A questo punto spendo due parole sui materiali. Il salvaslip è fatto a strati: lo strato a contatto con la pelle deve essere di un materiale naturale, traspirante, morbido e lavabile ad alte temperature.
La maglina di  cotone 100% di una vecchia t-shirt è perfetta. Io l'ho scelta bianca perchè mio marito pasticcere ne scarta a bizzeffe e non c'è rischio di reazione delle mucose a coloranti.

Il materiale centrale deve essere morbido, avere un forte potere assorbente, ma non "trattenere" quando viene lavato. E qui ci viene in aiuto la tecnologia: il pile è perfetto! 

Una copertina di pile dell'Ikea usata per decorare le finestre "a stalattite di neve" mi torna utile.
Per la base del salvaslip occorre un tessuto sempre di cotone, più spesso e resistente della maglina di cotone e sopratutto non elastico, in modo che una volta abbottonato allo slip se ne stia ben fermo. Ho usato una vecchia tovaglia rosa che vedrete più avanti. In questo caso anche un tessuto colorato va bene (purchè lavato e rilavato, che non perda colore) tanto non sta a contatto con la pelle.

Ritaglio la maglina di cotone



Ritaglio il pile da imbottitura. In questa foto noterete in alto a sinistra anche della spugna a nido d'ape: ho fatto vari tentativi e prove e i primi salvaslip che ho fatto li avevo imbottiti con due strati: uno di pile e uno di spugna, ma li ho trovati un po' troppo "rigidi" da indossare, se capite cosa intendo. 
Con un solo strato di pile invece si sono rivelati morbidi e leggeri come piume e comunque freschi e asciutti... 
Parlo come la pubblicità della nuvenia :-D

Ecco la tela rosa della vecchia tovaglia. Ritaglio "il sotto" del salvaslip
Io ho usato questi due piedini della macchina da cucire: quello classico e quello per le cerniere (poi mostro come) ma se non avete quello per cerniere, quello classico va bene per tutto. Se non avete quello classico...  ma che ve ne fate della macchina da cucire? :-D



Metto gli strati uno sull'altro (questa foto è stata fatta ai primi salvaslip che ho fatto, col doppio strato interno di spugna sopra e pile sotto, ma come già detto, li ho bocciati in favore del solo strato di pile)


Col piedino classico faccio una cucitura centrale, che oltre a "imbastire" e tenere fermo il lavoro, funge anche da "guida ai flussi". (...interpretate pure liberamente queste mie ultime parole :-D)




...ed eccoci all'uso del piedino da cerniera: l'ho utilizzato per fare i bordi del salvaslip. In questo modo lo spessore centrale viene rispettato e il tutto rimane più fermo. Se eseguite questa cucitura con un piedino normale, abbiate l'accortezza di stare qualche millimetro all'esterno dell'imbottitura.

Infine ecco il salvaslip fatto. 
Beh... non proprio fatto. I miei li ho rifiniti con la tagliacuci esternamente (perchè ce l'ho, ma i primi li avevo rifiniti col zigzag classico, tenuto fitto, apposta per verificare e vengono bene lo stesso, forse un pochino più sfilacciati, ma a forza di lavarli non si vede più) e ho applicato a mano due piccoli automatici da abbottonare sotto alla mutanda.



Me ne sono fatti una trentina, li lavo a 60 o 80 gradi, dipende con che tipo di bucato li metto, essendo piccolini, fanno da jolly come i calzini, con la lisciva fatta in casa e vengono bianchi che è una meraviglia :-)

In questo post parlo solo dei salvaslip perchè me ne sono fatti molti, ho sperimentato vari modi e vari tessuti, li uso da quasi un anno e conosco bene l'argomento.

Teoricamente il principio vale anche per gli assorbenti, ma non ho provato e non vorrei dire boiate. Immagino che l'imbottitura debba essere più spessa e anche il tessuto di base più resistente e forse impermeabile o quasi.

Io uso da anni la coppetta in lattice e gli assorbenti sono un lontano e sfocato ricordo,  ma prometto che appena l'estro mi coglie (e scusate il gioco di parole), proverò a farne qualcuno, a indossarlo e poi vi racconto com'è andata.

Un abbraccio di cuore.
Idra

venerdì 1 febbraio 2013

Imbolc o Candelora...

Oggi è il 1° febbraio, la antica festa pagana di Imbolc, che significa "nel grembo" e rappresenta finalmente il passaggio dall'inverno verso la primavera...

Per la nostra tradizione italiana è la Candelora.


La Primavera è un po' più vicina!!!

martedì 1 gennaio 2013

BUON ANNO A TUTTI!!!


Detersivo per lavastoviglie fatto in casa: funziona!

Ho provato questa ricetta...

https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=pCBmYCUj_y4


ecco il risultato ottenuto:



Durante la cottura l'odore è pungente, ma non insopportabile. Una volta raffreddato il composto, invece, ha un piacevolissimo profumo di limone un po'"piccante". Non il classico odore di limone chimico dei detersivi, ma più come un olio essenziale, con una piccola nota di aceto alla fine.

Per ottenere la crema delle foto, però, l'ho dovuta passare col passino perchè inizialmente c'erano molti residui di limone (devo anche ammettere che il mio frullatore ad immersione è un po' vecchiotto, poverino...)
Alla fine il risultato è molto positivo!

L'ho provata nella lavastoviglie con piatti, posate, pentole e bicchieri mediamente sporchi (ho solo eliminato i residui di cibo con la spazzola, ma ho lasciato unto e sporco)

Risultato:  tutto pulito e sgrassato!

Risparmio: 1 - Inquinamento: 0!!!

Eco-Idra Colpisce Ancora! :-D

sabato 3 novembre 2012

Fare la Lisciva: facile la ricetta, versatile l'uso




 Prima di accendere la stufa, stamattina, l'ho liberata dalla cenere della settimana.
E' da qualche giorno che faccio ricerche sui detersivi ecologici e autoprodotti e fra tutti, quello che mi appartiene di più (perchè le mie nonne , mia mamma, le mie zie ne hanno sempre parlato) è la lisciva. Sono troppo giovane per aver visto produrre o usare la lisciva per lavare le lenzuola, ma non così vecchia da non potermi  procurare le informazioni in internet.
Ho ancora nelle orecchie i racconti di mia nonna che mi diceva che in primavera le donne della borgata si incontravano per lavare le lenzuola tutte insieme nei grossi pentoloni d'acqua e cenere. Lei che parla veneto, la chiama "La Bròa". Il procedimento è un po' diverso da quello che propongo io: allora mettevano le lenzuola sporche accumulate in inverno nella mastella, coprivano con un telo (per evitare che il carbone macchiasse le lenzuola sottostanti) poi coprivano di cenere presa direttamente dal camino e versavano acqua bollente, stando attente a non "broarse" ("scottarsi", in veneto). Lasciavano agire tutta la notte e al mattino, una sciaquata al lavatoio del paese et voilà! Oggi il lusso della lavatrice ci permette di non dover faticare così tanto, ma il prodotto "lisciva" è sempre efficace, facile da fare, economico ed ecologico.
Bene! E' ora di tornare alle origini!

Ricetta: 
- 1 parte di cenere
- 5 parti di acqua 
Sobbollire, mescolando ogni tanto,  per massimo 2 ore (meglio non oltre altrimenti diventerebbe troppo aggressiva per i capi e le superfici)
Nota sull'acqua:
Per aumentare il potere pulente e per rendere il bucato più morbido, evitando così anche l'uso dell'ammorbidente, meglio usare acqua decalcificata. Non compratela però: perchè spendere denaro per qualcosa che possiamo avere gratis? Possiamo ottenere acqua decalcificata recuperando l'acqua del condizionatore, o l'acqua del ghiaccio condensato del congelatore (eggià! Una ragione in più per sbrinarlo finalmente ...da quanto rimandate?), o della brocca filtrante per chi ce l'ha. 
Per chi volesse usare direttamente l'acqua del rubinetto, lasciatela decantare in un contenitore di vetro per almeno 24 ore ogni litro d'acqua dcantata: esempio voglio decantare 2,5 litri  di acqua, la lascerò riposare per 60 ore ovvero 24 x 2,5)

Ecco come ho fatto io:
l'ho setacciata col passino più largo che ho...


misurata con una brocca graduata, 1 parte di cenere...

una veloce mescolata...

e 5 parti d'acqua. Aggiunta l'acqua...





e messo a sobbollire per 2 ore, nella stufa a legna, così risparmio pure il gas!
 Dopo averla lasciata riposare affinchè la cenere depositasse sul fondo, ho preso
- un passino molto fino,
- la punta di un gambaletto di nylon dismesso,
- un imbuto

 facendo attenzione a non smuovere la cenere sul fondo, ho iniziato a passare il liquido...



...che risulta incolore e quasi inodore: sembra acqua perciò mi raccomando, scrivete sulla bottiglia di vetro dove la conserverete, che il contenuto E' DETERSIVO, quindi non va ingerito, e tenetelo fuori dalla portata di bambini e animali domestici.
E' a tutti gli effetti un detersivo, anche se ottenuto con ingredienti semplici e casalinghi, abbiatene rispetto.





Va lasciata riposare ancora, finchè non si forma un nuovo fondo bottiglia. Il liquido pulito va travasato e il fondo recuperato strizzandolo nel calzino. Io in realtà recupero sia la polvere finissima sul fondo della bottiglia che quella più grossolana sul fondo della pentola. Ne metto un po' in un contenitore della ricotta da tenere sul lavello comoda e da usare tutti i giorni, il resto la conservo in un barattolo di vetro.

Questa polvere è un toccasana per pulire e lucidare le pentole di acciaio, sgrassa e il leggero potere abrasivo della cenere le rende brillanti!  Inoltre è fantastica su fuliggine e unto bruciato, quindi ottima per pulire i vetri di stufe e del forno: basta intingere un pezzetto di carta assorbente usata, o di fazzoletto da naso usato, passarla sul vetro del forno o della stufa freddi, lasciar agire qualche decina di secondi e rimuovere facilmente fuliggine o incrostazioni!
Ma la vera Lisciva è il liquido incolore che si può usare:

Nella lavatrice, a sostituire il detersivo:
Il primo esperimento con la lavatrice l'ho fatto lavando strofinacci e tappeti 100% cotone, colorati e mooolto sporchi (per fare esperimenti ho scelto cose di poco valore) per circa 6 - 7 chili di bucato ho usato 150 ml di lisciva a 50 gradi. Ho messo la lisciva in una pallina di plastica graduata, da detersivo liquido, direttamente nel cestello, senza prelavaggio, e tutto è venuto perfettamente pulito.
La seconda lavatrice che ho fatto subito dopo era di asciugamani di spugna di cotone bianchi, sporchi di fondotinta, di grasso della pelle ecc. Stesso rapporto bucato/lisciva della lavatrice precedente, solo col programma da cotone, a 70 gradi. Le macchie sono sparite e il bianco è proprio bello bianco! 
Son davvero soddisfatta.
Da allora la uso praticamente per tutto e non mi ha mia deluso
Nota sull'uso il lavatrice:
Molti detersivi industriali usano sbiancanti ottici e potrà capitare che, dopo i primi lavaggi con la lisciva, compariranno sui tessuti (sopratutto quelli bianchi e di cotone) aloni che credevate di non avere. Non è che la Lisciva pulisce male, è che toglie l'effetto illusorio degli sbiancanti ottici. La macchia c'era anche prima, sono magicamente "scomparsa" grazie allo strato chimico di sbiancante che la lisciva rimuove... Illusione... Mistero... Abracadabra! ;-P


Nello spruzzino, a sostituire lo sgrassatore universale:
Ho recuperato uno spruzzino dismesso e ci tengo dentro la lisciva diluita sempre con acqua decalcificata (io ci metto 3 parti di lisciva e 7 di acqua, ma potete fare esperimenti su quanto va diluita: ovviamente più è pura e più è potente) e la uso per pulire vetri, specchi, superfici... praticamente tutto!
Fate un esperimento: macchiate di olio o di nutella un piatto o un bicchiere. Passateci sopra la lisciva e sappiatemi dire...

Un bacio a tutti.
Idra

lunedì 15 ottobre 2012

La gabbietta rinnovata




L'inverno è alle porte, negli ultimi giorni la temperatura notturna ha iniziato progressivamente ad abbassarsi. E' giunta quindi l'ora di trasferire il mio piccolo cocorito, Peppino, dalla sua voliera in terrazza, alla gabbia che lo ospita dentro casa nei mesi invernali.





La gabbietta era vecchiotta e bruttina, vorrei posizionarla nell'entrata, sopra la cassapanca in legno, ma non si abbina per niente col resto dell'arredamento. 

Così ieri, bombolette spray alla mano, sono intervenuta... a volte basta così poco...



 Spero vi piaccia. Peppino ha detto che l'adora!

Alla prossima!
Buona Vita!
Idra