sabato 3 novembre 2012

Fare la Lisciva: facile la ricetta, versatile l'uso




 Prima di accendere la stufa, stamattina, l'ho liberata dalla cenere della settimana.
E' da qualche giorno che faccio ricerche sui detersivi ecologici e autoprodotti e fra tutti, quello che mi appartiene di più (perchè le mie nonne , mia mamma, le mie zie ne hanno sempre parlato) è la lisciva. Sono troppo giovane per aver visto produrre o usare la lisciva per lavare le lenzuola, ma non così vecchia da non potermi  procurare le informazioni in internet.
Ho ancora nelle orecchie i racconti di mia nonna che mi diceva che in primavera le donne della borgata si incontravano per lavare le lenzuola tutte insieme nei grossi pentoloni d'acqua e cenere. Lei che parla veneto, la chiama "La Bròa". Il procedimento è un po' diverso da quello che propongo io: allora mettevano le lenzuola sporche accumulate in inverno nella mastella, coprivano con un telo (per evitare che il carbone macchiasse le lenzuola sottostanti) poi coprivano di cenere presa direttamente dal camino e versavano acqua bollente, stando attente a non "broarse" ("scottarsi", in veneto). Lasciavano agire tutta la notte e al mattino, una sciaquata al lavatoio del paese et voilà! Oggi il lusso della lavatrice ci permette di non dover faticare così tanto, ma il prodotto "lisciva" è sempre efficace, facile da fare, economico ed ecologico.
Bene! E' ora di tornare alle origini!

Ricetta: 
- 1 parte di cenere
- 5 parti di acqua 
Sobbollire, mescolando ogni tanto,  per massimo 2 ore (meglio non oltre altrimenti diventerebbe troppo aggressiva per i capi e le superfici)
Nota sull'acqua:
Per aumentare il potere pulente e per rendere il bucato più morbido, evitando così anche l'uso dell'ammorbidente, meglio usare acqua decalcificata. Non compratela però: perchè spendere denaro per qualcosa che possiamo avere gratis? Possiamo ottenere acqua decalcificata recuperando l'acqua del condizionatore, o l'acqua del ghiaccio condensato del congelatore (eggià! Una ragione in più per sbrinarlo finalmente ...da quanto rimandate?), o della brocca filtrante per chi ce l'ha. 
Per chi volesse usare direttamente l'acqua del rubinetto, lasciatela decantare in un contenitore di vetro per almeno 24 ore ogni litro d'acqua dcantata: esempio voglio decantare 2,5 litri  di acqua, la lascerò riposare per 60 ore ovvero 24 x 2,5)

Ecco come ho fatto io:
l'ho setacciata col passino più largo che ho...


misurata con una brocca graduata, 1 parte di cenere...

una veloce mescolata...

e 5 parti d'acqua. Aggiunta l'acqua...





e messo a sobbollire per 2 ore, nella stufa a legna, così risparmio pure il gas!
 Dopo averla lasciata riposare affinchè la cenere depositasse sul fondo, ho preso
- un passino molto fino,
- la punta di un gambaletto di nylon dismesso,
- un imbuto

 facendo attenzione a non smuovere la cenere sul fondo, ho iniziato a passare il liquido...



...che risulta incolore e quasi inodore: sembra acqua perciò mi raccomando, scrivete sulla bottiglia di vetro dove la conserverete, che il contenuto E' DETERSIVO, quindi non va ingerito, e tenetelo fuori dalla portata di bambini e animali domestici.
E' a tutti gli effetti un detersivo, anche se ottenuto con ingredienti semplici e casalinghi, abbiatene rispetto.





Va lasciata riposare ancora, finchè non si forma un nuovo fondo bottiglia. Il liquido pulito va travasato e il fondo recuperato strizzandolo nel calzino. Io in realtà recupero sia la polvere finissima sul fondo della bottiglia che quella più grossolana sul fondo della pentola. Ne metto un po' in un contenitore della ricotta da tenere sul lavello comoda e da usare tutti i giorni, il resto la conservo in un barattolo di vetro.

Questa polvere è un toccasana per pulire e lucidare le pentole di acciaio, sgrassa e il leggero potere abrasivo della cenere le rende brillanti!  Inoltre è fantastica su fuliggine e unto bruciato, quindi ottima per pulire i vetri di stufe e del forno: basta intingere un pezzetto di carta assorbente usata, o di fazzoletto da naso usato, passarla sul vetro del forno o della stufa freddi, lasciar agire qualche decina di secondi e rimuovere facilmente fuliggine o incrostazioni!
Ma la vera Lisciva è il liquido incolore che si può usare:

Nella lavatrice, a sostituire il detersivo:
Il primo esperimento con la lavatrice l'ho fatto lavando strofinacci e tappeti 100% cotone, colorati e mooolto sporchi (per fare esperimenti ho scelto cose di poco valore) per circa 6 - 7 chili di bucato ho usato 150 ml di lisciva a 50 gradi. Ho messo la lisciva in una pallina di plastica graduata, da detersivo liquido, direttamente nel cestello, senza prelavaggio, e tutto è venuto perfettamente pulito.
La seconda lavatrice che ho fatto subito dopo era di asciugamani di spugna di cotone bianchi, sporchi di fondotinta, di grasso della pelle ecc. Stesso rapporto bucato/lisciva della lavatrice precedente, solo col programma da cotone, a 70 gradi. Le macchie sono sparite e il bianco è proprio bello bianco! 
Son davvero soddisfatta.
Da allora la uso praticamente per tutto e non mi ha mia deluso
Nota sull'uso il lavatrice:
Molti detersivi industriali usano sbiancanti ottici e potrà capitare che, dopo i primi lavaggi con la lisciva, compariranno sui tessuti (sopratutto quelli bianchi e di cotone) aloni che credevate di non avere. Non è che la Lisciva pulisce male, è che toglie l'effetto illusorio degli sbiancanti ottici. La macchia c'era anche prima, sono magicamente "scomparsa" grazie allo strato chimico di sbiancante che la lisciva rimuove... Illusione... Mistero... Abracadabra! ;-P


Nello spruzzino, a sostituire lo sgrassatore universale:
Ho recuperato uno spruzzino dismesso e ci tengo dentro la lisciva diluita sempre con acqua decalcificata (io ci metto 3 parti di lisciva e 7 di acqua, ma potete fare esperimenti su quanto va diluita: ovviamente più è pura e più è potente) e la uso per pulire vetri, specchi, superfici... praticamente tutto!
Fate un esperimento: macchiate di olio o di nutella un piatto o un bicchiere. Passateci sopra la lisciva e sappiatemi dire...

Un bacio a tutti.
Idra

lunedì 15 ottobre 2012

La gabbietta rinnovata




L'inverno è alle porte, negli ultimi giorni la temperatura notturna ha iniziato progressivamente ad abbassarsi. E' giunta quindi l'ora di trasferire il mio piccolo cocorito, Peppino, dalla sua voliera in terrazza, alla gabbia che lo ospita dentro casa nei mesi invernali.





La gabbietta era vecchiotta e bruttina, vorrei posizionarla nell'entrata, sopra la cassapanca in legno, ma non si abbina per niente col resto dell'arredamento. 

Così ieri, bombolette spray alla mano, sono intervenuta... a volte basta così poco...



 Spero vi piaccia. Peppino ha detto che l'adora!

Alla prossima!
Buona Vita!
Idra

mercoledì 5 settembre 2012

Portasapone semplice semplice (20 minuti di lavoro!)

Vi capita mai di comprare il sapone liquido e quando finisce dispiacervi di dover buttare il barattolo perchè ha una forma bellissima?A me è capitato qualche giorno fa... li ho trasformati in coppia coordinata sapone mani e sapone piatti per il lavello della cucina.
Ecco come:

Ho preso il portasapone in plastica e due bombolette di acrilico spray (universale, per tutte le superfici: quando lo comprate fate attenzione che sia anche per superfici in plastica altrimenti potrebbe scheggiarsi e non aggrappare), una panna e una lavanda


Ho prima colorato l'intera superficie del barattolo


ho fissato uno stencil di plastica, mascherando accuratamente tutto il resto del barattolo e ho provveduto a passare 6-7 mani leggerissime di vernice spray (se passate poche mani pesanti, insistendo sugli intarsi, la vernice colerà e il disegno verrà impreciso)


..ed  ecco il risultato! Carini, no?


Come al solito sono le domande che contano:
"Come posso migliorare, riutilizzare, riciclare, adattare alle mie esigenze questo oggetto?"

Alla prossima!
Un abbraccio
Idra

domenica 8 luglio 2012

Lo scrittoio abbandonato nel sottoscala

Mia mamma me l'aveva "donato" per liberare spazio e coscienza...
Fa fatica, come me, a gettare via gli oggetti ancora "buoni", solo perchè sono demodè (credo che anche dire demodè sia demodè!)
Io che sono sua degna figlia, all'inizio, per qualche mese, ci ho tenuto sopra il mio primo vecchio computer fisso, poi la vita mi ha suggerito di cambiare casa e così, trasloco dopo trasloco, me lo sono trascinata dietro per ben 3 volte!
Ad ogni nuova casa lo guardavo sconsolata: "Che ne devo fare di te? Di buttarti non ho cuore: sei un regalo di mia mamma... portavi il computer dal quale chattavo con mio marito, quando ancora non immaginavo che ci saremmo sposati... sei carino, ma strisciato, di poco valore, non sei nemmeno fatto di legno, ma di  panforte e truciolare... Che ne faccio di te?"

E ogni volta lo relegavo nei vari sottoscala, a sostenere altri scatoloni, a prendere polvere e buio.

Poi la settimana scorsa l'epifania! Mio marito mi dice: "In quell'angolo del soggiorno ci starebbe proprio bene un porta computer, no?" e come d'incanto si è materializzato nella mia mente, già sbiancato e decorato.

Purtroppo non ho foto intermedie, solo del prima e del dopo.

Come dicevo non è di legno, ma una di quelle imitazioni degli anni sessanta. Il cassettino, comunque, scorre bene.

Ho stuccato alcuni angoli scheggiati e rovinati dal tempo, poi l'ho carteggiato, prima con carta a grana grossa, per incidere lo strato di verniciaccia, poi con quella fina per lisciare.

Dopo averlo spolverato con un panno, ho passato una mano di primer universale e carteggiato di nuovo.

Ho dato, a pennello, 3 o 4 mani di vernice per legno all'acqua, color bianco ghiaccio.


Ho preso le misure e disegnato su carta per cartamodelli la decorazione, l'ho riportata sul pianale  utilizzando la carta carbone (quella che si usava per le macchine da scrivere).
Ho preso parte della vernice bianca avanzata e l'ho colorata con poche goccie di pigmento universale color testa di moro, facendo una tonalità beige scuro.


Con un pennello a punta tonda nr. 4 ho "riempito" di beige la decorazione, ho aspettato che acsiugasse, nel frattempo ho aggiunto ancora pigmento testa di moro e ho fatto le prime ombre, usando solo la punta del pennello tondo 4. Con la poca vernice scura che rimaneva, aggiungendo questa volta qualche goccia di nero, e utilizzando il liner 000, ho dato gli ultimi tocchi di buio.

Infine, utilizzando di nuovo il bianco, sempre col liner, ho dato colpi di luce alla decorazione.


Sono contenta di aver dato una Seconda Chance a questo oggetto, di poco valore in se, ma significativo per me e come spesso accade, con un grande potenziale inespresso!

Tirando le somme:  10 euro di vernice, 5 euro di carta vetrata e un pomeriggio di pittura e relax, in compagnia dei cagnoloni e ascoltando i violini di Mozart. Cosa volere di più dalla vita?


Un  abbraccio.
Idra.

domenica 10 giugno 2012

Da Flacone a Paletta (raccogli popò del cane)




Avendo due cani e un giardino, mi capita diverse volte al giorno di dover raccogliere i loro escrementi da terra. Ieri stavo gettando nella plastica il flacone vuoto di ammorbidiente quando ho avuto un'idea: trasformarla in una paletta raccogli popò...

Funziona bene, quindi ecco come fare:





Scegliete un flacone abbastanza largo

Segnate con un pennarello la sagoma della paletta

tagliate la traccia con una taglierina 

ed ecco il risultato:
già così è perfetta per il giardinaggio, ad esempio per raccogliere il terriccio dal sacco durante i rinvasi, o per raccogliere le crocchette dal sacchettone

ora prendete la base rimasta del flacone rimasto e create una'altra palettina più piccola

per spingere ciò che c'è da raccogliere dentro la paletta grande

Et voilà una "paletta raccogli popò del cane" molto eco-friendly e con materiali completamente reciclati! 


Ecco qui sotto il tutorial fotografico.

Buona vita a tutti!
Idra

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