mercoledì 4 dicembre 2013

Acchiappare un topolino (senza ucciderlo)

Abitando in campagna capita talvolta che, sopratutto con l'avvicinarsi dell'inverno, entri in garage qualche topolino campagnolo... facile con questo freddo.
Sono topolini innoqui e simpatici.
In dialetto veneto li chiamiamo "moreje".

Io detesto l'idea di ucciderli con veleni o trappole, perciò utilizzo un metodo che mi ha insegnato la nonna di mio marito: una mezza noce, una tazza rovesciata e un piatto.


Purtroppo la nonna di mio marito, una volta intrappolati, li "finiva" spezzandogli il collo :-(

Io preferisco dare loro una Seconda Chance: li libero in qualche campo lontano da casa.

Una volta un vecchietto mi ha vista scendere dalla macchina con il topolino nel contenitore di plastica e mi ha chiesto:
"Dove va? A dar da mangiare ai gatti?"
quando gli ho spiegato che no, stavo solo liberando la "moreja" che mi era entrata in casa perchè mi dispiaceva ucciderla, era esterrefatto! Ha esclamato:
"Ma dimmi te! Dovevo arrivare a settantacinque anni per vedere anche questa!"

Solo una raccomandazione, magari superflua, ma la faccio: dopo aver liberato il topolino disinfettate e sterilizzate, magari con candeggina o con una bollitura, tutto ciò che è venuto in contatto con il topolino: tazza, piatto, contenitore.

Questa volta niente foto, faccio prima con un video


Alla prossima.

Idra

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